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Alla procedura di consultazione concernente la revisione della legge sul servizio civile e della legge federale sulla tassa d'esenzione dall'obbligo militare hanno preso parte 67 organizzazioni e persone. Delle tre soluzioni proposte, la maggioranza si è dimostrata nettamente favorevole alla variante "prova di fatto 1.5"; contro tale variante sono stati espressi solo quattro pareri contrari, andati a favore della variante "prova di fatto 1.8". Circa la metà dei partecipanti ha accolto la proposta di una dichiarazione nella quale i richiedenti specifichino che non possono prestare servizio militare per motivi di coscienza, proposta rifiutata invece da circa un terzo dei partecipanti. La variante "semplificazione della procedura" (domanda dettagliata, audizione solo in casi eccezionali) è ritenuta non attuabile dalla maggioranza dei partecipanti.
La possibilità di accedere al servizio civile solamente per le persone soggette all'obbligo militare e che dichiarano un conflitto di coscienza è ritenuta ingiustificata soprattutto dagli ambienti di sinistra, dai Verdi e dalle cerchie a orientamento pacifista: essi auspicano che tale possibilità venga concessa anche ai giovani, alle donne e alle persone inabili al servizio militare, nonché agli stranieri (uomini e donne) domiciliati in Svizzera. È altresì richiesta la riduzione della durata del servizio civile per equipararla a quella del servizio militare.
Delle proposte volte a modificare la tassa d'esenzione dall'obbligo militare la maggioranza ha accolto l'aumento della tassa minima e la riduzione da due anni a un anno del periodo di tassazione delle persone soggette a servizio civile. Sono invece poche le voci a favore della proposta di abolire i due articoli che, fino ad oggi, hanno contribuito a ridurre la tassa d'esenzione: la maggior parte degli interpellati richiede che il numero dei giorni di servizio che l'assoggettato ha prestato entro la fine dell'anno di servizio continui a determinare una riduzione della tassa d'esenzione.
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