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L’accordo tra Svizzera e Cina formalizza e rafforza la pluriennale collaborazione tra i due Paesi nella gestione delle acque e nella prevenzione dei pericoli. Inoltre costituisce la base per uno scambio di esperienze ancora più intenso, ad esempio per quanto concerne le ripercussioni dei cambiamenti climatici sul regime idrico. Tale scambio sarà accompagnato da un gruppo di lavoro. Lo scopo è favorire la collaborazione tra le autorità e il mondo dell’economia, del commercio e della ricerca.
Dal 2001, la Svizzera intrattiene una collaborazione fruttuosa con la Cina nel settore della gestione dei rischi legati ai pericoli naturali. Nel fissare la propria legislazione, la Cina si è ispirata alla nostra legge sulla sistemazione dei corsi d’acqua. L’Ufficio federale dell’ambiente ha in particolare sostenuto un progetto comune volto a migliorare le previsioni delle piene nel bacino dello Yangtze. Il nostro Paese, dal canto suo, beneficia delle conoscenze cinesi in materia di sismi. Lo scorso novembre, il ministro cinese delle acque Chen Lei era venuto in visita in Svizzera. Contraccambiando tale visita, Moritz Leuenberger ha firmato a Shanghai il Protocollo d’intesa con la Cina.
L’accordo con la Cina rappresenta un primo importante passo in vista di accordi analoghi con l’India, il Messico, il Brasile e il Sudafrica.
Nel corso del suo soggiorno in Cina, il Consigliere federale Moritz Leuenberger ha partecipato a colloqui ufficiali e ha visitato la diga delle Tre Gole, detta anche ‘progetto Tre Gole’. Impressionato dalle dimensioni gigantesche e dalla tecnica dell’opera, il capo del DATEC ha osservato che le problematiche energetiche presentano quasi sempre aspetti ambivalenti, tanto in Svizzera quanto in Cina. Da un lato la diga consente di proteggere milioni di persone dalle inondazioni e l’energia che produce, essendo pulita, permette di ridurre le emissioni di CO2. D’altro canto, il progetto ha reso necessari la distruzione di alcune città e lo sfollamento di più di un milione di persone. Senza dimenticare i potenziali problemi ambientali che da esso potrebbero derivare.
Il 20 aprile 2009, ultimo giorno del suo viaggio, il capo del DATEC ha aperto con il suo omologo cinese il terzo Forum dello Yangtze a Shanghai. Nel suo discorso, Leuenberger ha espresso l’auspicio che, alla Conferenza sul clima di Copenaghen prevista il prossimo dicembre, la Cina assicuri il suo contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Il capo del DATEC ha sottolineato che tutti i Paesi devono compiere degli sforzi poiché, in ragione dei reciproci rapporti di dipendenza, tutti portano una parte di responsabilità. L’approccio della Cina e della Svizzera, che hanno deciso di lavorare insieme, è positivo in questo contesto.