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Il MPC promuove l’accusa contro il banchiere privato zurighese H.

Berna, 06.05.2010 - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), considerato lo stato degli atti del procedimento penale condotto nei confronti del banchiere privato zurighese H., giunge alla conclusione che questi si è reso colpevole di reati per i quali dovrà rispondere dinanzi al Tribunale. Il MPC si è ampiamente basato, per la sua valutazione, sul rapporto finale del giudice istruttore federale supplente Hansjakob. L’atto d’accusa è stato inoltrato ieri al Tribunale penale federale a Bellinzona.

L’inchiesta penale contro H. è stata avviata nell’estate del 2003 in seguito all’impiego dell’ex trafficante di droga colombiano Ramos quale “confidente”. Ramos fornì informazioni secondo cui il banchiere privato zurighese si era proposto per riciclare il denaro proveniente dal traffico di stupefacenti. Nel corso delle indagini, però, non è stato possibile confermare i sospetti che oggi costituiscono solo un elemento marginale dell’accusa. L’imputato, infatti, prese in consegna dalle mani di un agente infiltrato, il cui intervento fece seguito ai sospetti iniziali, fondi presunti provenire dal traffico di droga e dei quali egli tentò di occultare la “provenienza illegale” per mezzo di varie transazioni bancarie.

Nel dicembre del 2003, arrestato il banchiere, un’ex collaboratrice di H. fornì alle autorità preposte al perseguimento penale accesso a nuovi documenti che aveva conservato a casa sua per conto dell’imputato. Gli atti lasciavano supporre che erano state istituite e gestite “casse nere“ per conto di un gruppo industriale francese. Sin dal 2004 si sospettava di essere di fronte a un caso di corruzione.

Le indagini si focalizzarono essenzialmente su questi elementi. Nell’ambito dell’istruzione preparatoria del giudice istruttore federale (dal 15 marzo 2004) si esaminarono in primo luogo i flussi di capitali legati agli affari del gruppo industriale e le relative attività di H.

Dalle indagini emerse che l’imputato aveva trasferito fondi del gruppo industriale, per costituire e alimentare le casse nere, e gestito ingenti somme per il gruppo industriale su conti di società offshore. A tal fine alle banche era stato dichiarato un falso avente diritto economico dei fondi. Su ordine di rappresentanti del gruppo industriale i fondi erano in seguito stanziati per la loro destinazione. Sono principalmente serviti per ottenere, mediante corruzione, l’aggiudicazione e la realizzazione di progetti all’estero. Tra i beneficiari finali dei pagamenti effettuati vi erano anche funzionari competenti per l’aggiudicazione di appalti. Per occultare la provenienza dei fondi della corruzione, H. li fece transitare attraverso conti di società offshore intercalate e si servì a tal fine anche con contratti e fatture fittizi.

Il MPC è giunto alla conclusione che queste procedure sono penalmente rilevanti e soggette al giudizio del tribunale. Promuove quindi l’accusa contro H. per falsità in documenti (art. 251 CP), amministrazione infedele in relazione al transito di fondi dal gruppo industriale alle casse nere (art. 158 CP), riciclaggio aggravato dei valori patrimoniali prelevati dal gruppo industriale, di fondi provenienti presumibilmente dal traffico di droga presi in consegna dall’agente infiltrato e di fondi di corruzione (art. 305bis n. 2 CP) nonché corruzione di pubblici ufficiali stranieri (art. 322septies CP).

Gli imputati godono della presunzione d’innocenza fino al giudizio. Dalla trasmissione dell’atto d’accusa il Tribunale penale federale a Bellinzona è competente per l’informazione dei media.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Interlocutore dalle ore 13.00:
Servizio stampa e comunicazione MPC, +41 (0)31 324 32 40, info@ba.admin.ch

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