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In occasione di un evento ufficiale alla presenza del direttore dell’Ufficio federale della cultura Jean-Frédéric Jauslin, del direttore del dipartimento della cultura della Città di Ginevra Patrice Mugny e del direttore del Musée d’Ethnographie di Ginevra Boris Wastiau, le quattro mummie sono state consegnate all’ambasciatore cileno in Svizzera Enrique M. Melkonian Stürmer.
Fino al momento della consegna richiesta da un privato, il Musée d’Ethnographie ha garantito la cura conservativa dei beni in questione dopo che il direttore del museo e presidente della commissione deontologica dei musei della Città di Ginevra aveva rifiutato la donazione degli oggetti, a causa della loro incerta provenienza, in applicazione delle direttive etiche per i musei emanate dal Consiglio Internazionale dei Musei (ICOM). Il Codice di deontologia di ICOM prescrive tra l'altro che i musei possono acquisire (tramite acquisto, prestito, scambio, donazione, legato) beni culturali solo se precedentemente hanno accertato che sono di provenienza lecita.
Nel presente caso, si tratta di due mummie della cosiddetta cultura Chinchorro (dal 5000 al 1500 a.C. circa), di una mummia precolombiana di datazione incerta e di una mummia che risale al tempo dei primi contatti con la Spagna. Tutte e quattro le mummie provengono dal nord del Cile, in prossimità del deserto di Atacama. Le mummie Chinchorro, che risalgono fino al 5000 a.C., sono considerate le più antiche al mondo. Tutti gli oggetti fanno parte del patrimonio archeologico e culturale del Cile.
Oltre alle quattro mummie rimpatriate, la collezione privata comprendeva altre spoglie umane storiche. Di quest’ultime, che si presentavano già in avanzato stato di decomposizione, non si è potuta accertare l'appartenenza a una cultura specifica nemmeno dopo un esame approfondito da parte di specialisti svizzeri e cileni. Pertanto queste spoglie saranno debitamente sepolte nella primavera del 2011 a Ginevra.
Dopo essere state contattate dalle autorità svizzere, le autorità cilene si sono immediatamente dette disposte a rimpatriare questi preziosi beni culturali in collaborazione con l’Ufficio federale della cultura e il Musée d’Ethnographie. Due esperti cileni di questo genere di beni culturali si sono recati in Svizzera per esaminare in loco le opere insieme agli esperti svizzeri.
Il Cile attribuisce grande importanza al suo patrimonio culturale, in particolare anche a quello della popolazione indigena che ha abitato il Paese. La presente restituzione assume ulteriore importanza in virtù della commemorazione dei due secoli di indipendenza del Cile (1810-2010).
I beni rimpatriati, presi in consegna dal Consejo de Monumentos Nacionales del Cile, saranno conservati in modo appropriato presso istituzioni museali.
Dall’entrata in vigore il 1° giugno 2005 della legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali (LTBC), al momento del trasferimento di beni culturali vengono applicati nuovi obblighi di diligenza. Chi trasferisce un bene culturale, deve dapprima accertare che quest’ultimo non sia stato rubato o andato perso contro la volontà del proprietario, come ad esempio nel caso di scavi illeciti. Con questa legge la Confederazione intende contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale dell’umanità e impedire il furto, il saccheggio e l’importazione e l’esportazione illecite dei beni culturali.
Nella pratica, le nuove disposizioni della LTBC hanno condotto a una maggiore accuratezza nel trasferimento dei beni culturali. Gli sforzi compiuti nella prevenzione e nell’informazione in materia di trattamento dei beni culturali favoriscono inoltre la restituzione a titolo volontario di beni culturali di dubbia provenienza.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’Ufficio federale della cultura www.bak.admin.ch/kgt.