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Nel corso della Conferenza, gli Stati membri dovrebbero approvare l'«Astana Water Action» (piano d'azione di Astana per l'acqua), elaborato sotto la presidenza svizzera. Questo documento illustra le misure che i Governi e gli altri attori possono adottare per gestire in modo sostenibile le risorse idriche e gli ecosistemi legati all'acqua, come i boschi e le zone umide.
La Svizzera, che ha maturato una lunga esperienza nel settore della gestione idrica, presenterà diversi provvedimenti: la gestione delle acque per bacino idrografico in un contesto intercantonale praticata dai Cantoni rivieraschi della Birs (JU, BE, SO, BS, BL), la riduzione dei microinquinanti nelle acque mediante l'installazione di una tappa supplementare di depurazione negli impianti di depurazione selezionati, la rinaturazione delle acque avviata con la revisione della legge sulla protezione delle acque e la messa a punto di un piano relativo alla gestione delle acque elaborato nel quadro della strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.
Nel corso della Conferenza di Astana, la Svizzera riunirà anche il gruppo di voto al Fondo mondiale per l'ambiente (GEF), che forma assieme ai Paesi dell'Asia centrale e all'Azerbaigian (cfr. riquadro), il cui obiettivo è migliorare la pianificazione dei progetti GEF nella regione, in particolare nel campo della lotta contro la desertificazione e della gestione idrica.
Road map per l'economia verde
Nel quadro delle discussioni sull'economia verde, gli Stati affronteranno temi quali l'utilizzo efficiente delle risorse naturali, l'innovazione, la realizzazione di un consumo e di una produzione sostenibili, il contributo dell'economia verde a una migliore competitività e al ruolo del settore privato. I risultati delle discussioni verranno presentati durante il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile Rio+20, che si svolgerà il prossimo giugno in Brasile.
Durante detto vertice, la Svizzera proporrà che gli Stati si accordino su una road map per l'economia verde. Questa dovrà contenere una sezione dedicata agli aspetti politici che illustri la visione, gli obiettivi e i principi approvati dagli Stati come pure una sezione dedicata alle questioni pratiche, comprendente gli strumenti da istituire e le misure da attuare.
Al termine della Conferenza, i ministri dovrebbero adottare una dichiarazione sulla gestione sostenibile delle risorse idriche e sullo sviluppo di un'economia verde.
Il programma «Un ambiente per l'Europa» è stato lanciato nel 1991 al fine di sostenere i Paesi dell'Est nell'elaborazione e nell'attuazione della loro legislazione ambientale. Oggi conta 56 Stati membri della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa (ONU-ECE), di cui fanno parte anche l'Unione europea (UE), la Svizzera, gli Stati Uniti, i Paesi dell'Asia centrale e del Caucaso.
Dopo l'adesione all'Unione europea da parte di dodici nuovi Paesi, gli obiettivi della Conferenza si sono orientati verso la cooperazione nel settore ambientale e il rafforzamento delle capacità dei Paesi dell'Europa orientale, del Caucaso e dell'Asia centrale a migliorare la qualità dell'ambiente e ad armonizzare gli standard ambientali nell'insieme della regione paneuropea.
La Svizzera ha avuto un ruolo importante nella creazione del processo «Un ambiente per l'Europa». L'UFAM, incaricato del dossier, si impegna attivamente in questo processo, consentendo alla Svizzera - in quanto Paese non membro dell'UE - di collaborare nel settore ambientale a stretto contatto con attori di tutta Europa. Anche l'accento posto sui Paesi dell'Asia centrale e del Caucaso costituisce un elemento di interesse per la Svizzera, in quanto dirige un gruppo di voto al Fondo mondiale per l'ambiente (GEF) di cui fanno parte anche i Paesi dell'Asia centrale e l'Azerbaigian.