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La popolazione residente in Svizzera cresce e con le nuove abitudini del tempo libero la pressione su quella parte di spazio poco popolato aumenta, creando così una dicotomia tra utilizzazione e protezione del territorio. Da una parte, infatti, i paesaggi rurali e urbani costituiscono il territorio residenziale e di svago per 7,8 milioni di persone, dall’altra, però, rappresentano una risorsa fondamentale per la biodiversità e il turismo. L’attuale numero della rivista «Forum sviluppo territoriale» dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) esamina come gli insediamenti, le vie di comunicazione, l’industria, l’agricoltura e il turismo hanno modificato nel corso degli anni il paesaggio. La presente pubblicazione evidenzia però anche come diversi paesaggi rurali siano riusciti a svilupparsi ulteriormente grazie a un equilibrio tra utilizzazione e conservazione. Una via percorribile in questo senso sono gli obiettivi di qualità per i paesaggi, che possono tra l’altro essere ripresi in testi normativi.
Il processo di mutamento dei paesaggi rurali si è accentuato dal momento in cui il paesaggio ha cessato di essere strettamente legato ad attività del settore primario, come è stato fino alla seconda metà del XX secolo. Da questo periodo sono iniziati, da un lato, gli sforzi a favore di zone e parchi per la protezione della natura e, dall’altra, l’agricoltura ha conosciuto un’intensificazione. Gli spazi aperti, un bene sempre più scarso, stanno inoltre subendo sempre più l’espansione di impianti per il tempo libero, come ad esempio i campi da golf o le fattorie che offrono svariate attività ricreative. Un articolo di Forum sottolinea l’importanza rivestita dalle cinture urbane, che vanno gestite e pianificate di conseguenza in modo giudizioso.
Le esigenze di utilizzazione non aumentano solo per i paesaggi rurali aperti, ma pure nello spazio urbano. Al fine di affrontare nel migliore dei modi questo tipo di pressione, l’utilizzazione multifunzionale delle superfici risulta essere un approccio molto promettente, come d’altronde è stato dimostrato da esperienze maturate in Germania. Spesso è possibile implementare diverse utilizzazioni sul medesimo territorio e l’esempio di un impianto aeroportuale in disuso riqualificato con funzioni di protezione della natura e funzioni per il tempo libero ne è la testimonianza.
Un articolo proveniente dal Cantone di Zurigo mostra come sia possibile tenere in considerazione queste esigenze e integrarle in una pianificazione direttrice. Nell’ambito di un esame generale del piano direttore cantonale, viene attuata una strategia di ordinamento del territorio basata su cinque aree d’intervento. La classificazione di queste aree si rifà sia al paesaggio urbano, che deve svilupparsi in modo dinamico, che al paesaggio naturale, dove invece la protezione e la conservazione sono condizioni prioritarie. La “lezione” che si ricava dall’articolo è la seguente: particolarmente attrattivi non risultano essere solo i paesaggi rurali tradizionali o i grandi paesaggi con notevole valenza naturale o per il tempo libero che si estendono quasi senza soluzione di continuità, ma anche gli spazi aperti e i paesaggi situati in un contesto urbano o di prossimità urbana.
Malgrado tutti questi sforzi, i paesaggi rurali sono sotto pressione. In un’intervista rilasciata a Forum, Joachim Kleiner, professore per la gestione e l’ordinamento del paesaggio presso la scuola superiore di Rapperswil e presidente di Forum Paesaggio, ha elencato diverse possibili contromisure. Il prof. Kleiner propone in particolare di sostenere, nell’ambito della politica agraria 2014 – 2017, un paesaggio rurale sostenibile che rispetti l’ambiente e la dimensione sociale. Ciò presuppone un dialogo approfondito sulla multifunzionalità che coinvolga l’economia agricola e forestale nonché le altre varie cerchie interessate. A tale scopo, è necessario avere una consapevolezza del valore attribuito al paesaggio nello spazio rurale. Se nei centri urbani sussiste una certa esperienza nella gestione di spazi liberi in aree densamente popolate, nello spazio rurale, invece, questo boom edilizio ha colto un po’ tutti di sorpresa. Ora, anche nello spazio rurale, occorrono strategie ad hoc atte a gestire in maniera accorta le richieste di spazi aperti dovuti alla crescita demografica.
Forum Sviluppo territoriale n. 2/11 «Il mutare dei paesaggi – Gestire i paesaggi rurali» può essere ordinato per iscritto all’UFCL, 3003 Berna al prezzo di 10.25 CHF, IVA inclusa (abbonamento annuale: 30.70 CHF, IVA inclusa). La pubblicazione è anche disponibile in versione pdf sul sito www.are.admin.ch. In caso di riproduzione di singoli articoli, si prega di citare la fonte.