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Abusi nel conteggio dei giorni di servizio prestati per la protezione civile: revisione approfondita del sistema

Berna, 26.10.2011 - Tra il 2003 e il 2009, i Comuni e le organizzazioni della protezione civile di 25 Cantoni si sono serviti dell’assicurazione per le indennità di perdita di guadagno (IPG) per ridurre i propri costi salariali. Il danno complessivo ammonta a circa 6 milioni di franchi, 3,3 dei quali sono già stati restituiti. È quanto emerge dal rapporto «Irregolarità nel conteggio dei giorni di servizio prestati per la protezione civile», approvato dal Consiglio federale. Per evitare che si ripetano tali abusi, il Governo intende istituire anche per la protezione civile un sistema nazionale di gestione dei dati centralizzato e riesaminare la funzione di vigilanza della Confederazione. A tal fine è già stato avviato l’indispensabile ammodernamento del registro IPG.

Negli anni dal 2003 al 2009, molti Comuni svizzeri hanno abusato del regime delle IPG. Soltanto nel Cantone di Uri non si è dovuto chiedere la restituzione di IPG indebitamente versate. Dopo l’avvio degli accertamenti, il numero delle irregolarità è sì diminuito, ma ancora nel corso dell’ultimo anno in esame sono state avviate procedure di restituzione in dieci Cantoni. I Cantoni confrontati alle richieste di restituzione più ingenti sono Berna (1,36 mio. di fr.), il Ticino (1,27 mio.) e Vaud (1,04 mio.).

In collaborazione con l’Ufficio federale della protezione della popolazione UFPP, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS ha verificato oltre 60 000 moduli IPG. L’UFAS ha chiesto la restituzione di prestazioni in circa 1100 casi, per un totale di quasi 6 milioni di franchi. Finora è stato possibile recuperare 3,3 milioni. Una parte delle somme da restituire è caduta in perenzione, poiché gli accertamenti dei Cantoni sono durati troppo o perché le organizzazioni della protezione civile hanno sfruttato tutti i mezzi giuridici a loro disposizione. Nei Cantoni di Argovia e Soletta e nel Cantone Ticino, l’UFAS ha avviato procedure di risarcimento, ancora pendenti dinanzi al Tribunale amministrativo federale.

Dalle verifiche dell’UFAS risulta che gli abusi ai danni dell’IPG sono stati favoriti dalla riforma della protezione della popolazione del 2004. Questa ha trasferito la competenza per gran parte dei compiti della protezione civile ai Cantoni, che hanno omesso di ridefinire la procedura di autorizzazione per gli interventi di pubblica utilità della protezione civile o la sua attuazione. Inoltre, il rispetto del numero massimo di giorni previsti per i servizi della protezione civile non era praticamente mai controllato. Se molti Cantoni non disponevano di un registro centrale della protezione civile, senza il quale non è possibile effettuare controlli efficaci, altri invece non utilizzavano quelli esistenti. Alcuni Comuni ne hanno tratto vantaggio.

Il sospetto che diverse organizzazioni comunali della protezione civile avessero dichiarato interventi e lavori di loro competenza quali servizi di protezione civile, addebitandoli in questo modo all’IPG, è sorto per la prima volta nel 2005. L’UFAS ha allora avviato una verifica dei giorni di servizio prestati in tutta la Svizzera. Questo controllo ha rivelato che molti Comuni avevano dichiarato come servizi di protezione civile normali compiti dell’amministrazione pubblica, quali la risistemazione di sentieri e parchi giochi, traslochi, lavori di pulizia e giardinaggio (tagliare l’erba, potare siepi e compostare rifiuti vegetali) o l’allestimento di addobbi natalizi. I Comuni hanno così sgravato il proprio bilancio scaricando una parte dei salari dei loro dipendenti sull’IPG.

Misure per contrastare gli abusi

Per evitare il ripetersi di tali abusi ai danni dell’IPG, sono state prese diverse misure:

  • Controlli di plausibilità: grazie al sistema di controllo delle IPG per i militi della protezione civile introdotto il 1° gennaio 2010, una volta raggiunto il limite massimo annuo di giorni previsto per i vari tipi di servizio, le indennità sono versate soltanto dopo una verifica della legittimità del servizio da parte dell’UFPP.
  • Rilevazione dei doppi versamenti: dalla fine del 2012, dopo il suo ammodernamento, il registro IPG dell’Ufficio centrale di compensazione UCC a Ginevra consentirà di rilevare in modo più efficiente ed efficace i doppi versamenti.
  • Sistema di gestione dei dati: su incarico del Consiglio federale, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport DDPS presenterà entro la fine del 2011 un progetto legislativo per l’istituzione di una banca dati nazionale centralizzata dei servizi di protezione civile. Questa legge dovrà tra l’altro precisare le possibilità d’impiego del personale della protezione civile e le sanzioni in caso d’abuso.
  • Vigilanza federale: occorre un’analisi approfondita dell’opportunità di rafforzare la vigilanza della Confederazione sull’esecuzione dei servizi della protezione civile.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Martin Kaiser, direttore supplente, Responsabile Ambito Previdenza vecchiaia e superstiti, Ufficio federale delle assicurazioni sociali, 031 322 90 57, martin.kaiser@bsv.admin.ch

Pubblicato da

Il Consiglio federale
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