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Le indagini avviate dal consigliere federale Johann Schneider-Ammann all'inizio dell'anno in occasione delle discussioni sul franco forte dovrebbero rispondere a due domande: in primo luogo, i prezzi all'importazione reagiscono ai tassi di cambio inferiori delle rispettive valute estere? In secondo luogo occorre chiarire in quale misura gli eventuali utili che le imprese realizzano, grazie al franco forte, all'importazione dei beni economici di cui necessitano vengono trasmessi ai consumatori finali.
Lo studio sulla trasparenza è stato realizzato in quattro fasi: dapprima è stato definito il modo in cui i prezzi all'importazione in Svizzera reagiscono sui prezzi alla produzione nell'area europea e sul tasso di cambio. Quindi è stato calcolato quali quote delle importazioni confluiscono (direttamente e indirettamente) nelle esportazioni, negli investimenti e nel consumo. In una terza fase sono state analizzate le differenze di prezzo che sono risultate effettivamente rispetto alla Germania l'anno scorso a livello di prezzi al consumo. Purtroppo non è stato possibile determinare in quale misura tali differenze di prezzo si sarebbero estese, in caso di trasferimento completo dei vantaggi all'acquisto, a causa della mancanza di conoscenze del margine lordo di distribuzione e delle quote di importazione, rispettivamente delle percentuali nazionali, alle singole posizioni dell'indice dei prezzi al consumo. A titolo sostitutivo è stato quindi esaminato in una quarta fase con quale intensità prezzi al consumo scelti a tale scopo reagiscono ai cambiamenti dei prezzi corrispondenti all'importazione e dei prezzi alla produzione in Svizzera.
Dallo studio emerge che, rispetto all'indice dei prezzi all'importazione, un apprezzamento del franco si è ripercosso dopo 3 o 4 trimestri nella misura del 40% sulla riduzione dei prezzi delle importazioni. Tuttavia i vantaggi all'acquisto vengono trasferiti in modo differente a seconda della categoria di beni: infatti, fino al mese di giugno 2011, i prezzi all'importazione hanno subito unicamente una lieve flessione attribuibile all'apprezzamento del franco nel settore dei tessili, dell'abbigliamento, degli articoli di gomma, delle materie plastiche, dei veicoli e delle parti di veicoli nonché dei mobili. Gli effetti si sono rivelati altrettanto lievi anche per quanto riguarda le derrate alimentari e le bevande, il cuoio, i prodotti in cuoio e le calzature, gli apparecchi elettronici, i prodotti chimici e farmaceutici come pure le macchine. Per quanto concerne una serie di beni d'importazione potrebbe verificarsi un adeguamento più considerevole con un certo ritardo di tempo, come ad esempio nel caso delle macchine. La trasmissione dei vantaggi all'acquisto è stata buona o relativamente buona per prodotti quali petrolio, gas naturale, prodotti petroliferi, metalli, minerali metalliferi, prodotti in carta e in legno, vetro, ceramica e prodotti in calcestruzzo.
Inoltre le differenze di prezzo rispetto alla Germania, considerate sull'arco di un anno, sono aumentate del 15% circa, vale a dire quasi nella stessa misura della contemporanea variazione del tasso di cambio. Sorprendentemente questo aumento è constatabile anche per le categorie di beni che fanno registrare una quota elevata di prodotti importati. Dal punto di vista del DFE ciò permette di concludere che la riduzione del prezzo delle importazioni - nella misura in cui tale riduzione si verifica - viene quindi trasmessa soltanto in modo altrettanto incompleto.
Il Consiglio federale ha adottato il 17 agosto 2011 diverse misure a favore dei clienti finali. In primo luogo esso ha rafforzato temporaneamente gli effettivi di personale della Sorveglianza dei prezzi e della Commissione della concorrenza, dotandole di quattro posti supplementari fino alla fine del 2013, per consentire di sfruttare più efficacemente le possibilità offerte dalla normativa vigente. In secondo luogo sono state stanziate ulteriori risorse (di 0,5 milioni di franchi per il 2012 e il 2013) destinate a migliorare l'informazione dei consumatori ed è stato assegnato un posto supplementare all'Ufficio federale del consumo. Inoltre il Consiglio federale ha avviato una revisione dell'articolo 5 della legge sui cartelli. In particolare essa dovrebbe semplificare sensibilmente l'applicazione legale del diritto a forniture incrociate all'interno delle reti di distribuzione.
La trasmissione dei vantaggi all'acquisto è un processo che dura diversi trimestri. Per questo motivo il consigliere federale Schneider-Ammann ha incaricato la SECO di proseguire e di approfondire lo studio sulla trasparenza.