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Svizzera ed Emirati Arabi Uniti istituiscono una commissione d’inchiesta congiunta

Berna, 20.07.2012 - In seguito al presunto ritrovamento in Siria di granate a mano di fabbricazione elvetica, la Svizzera e gli Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno istituito una commissione d’inchiesta congiunta. La commissione insediatasi martedì dovrà accertare, in particolare, se le granate a mano fornite agli EAU nel 2003 siano state o meno riesportate. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha revocato la misura d’urgenza che prevedeva il blocco provvisorio delle autorizzazioni per materiale bellico già rilasciate. Le richieste pendenti, invece, rimangono bloccate fino a nuovo ordine.

Nelle ultime settimane i media hanno pubblicato foto di granate a mano di fabbricazione elvetica rinvenute in Siria. Al momento, tuttavia, il luogo del ritrovamento non è stato ancora confermato definitivamente. Dall’entrata in vigore della vigente legge sul materiale bellico (1° aprile 1998) non vi è stata alcuna esportazione di materiale bellico dalla Svizzera in Siria. Stando alle informazioni disponibili, le armi fotografate fanno parte di una fornitura del 2003 che comprendeva 225 162 granate a mano destinate all’esercito degli Emirati Arabi Uniti, per quale il comando ha firmato una dichiarazione di non riesportazione.

La SECO e le autorità degli EAU prendono molto sul serio le informazioni diffuse dai media e hanno quindi deciso di istituire una commissione d’inchiesta congiunta. In particolare, la commissione dovrà appurare se le granate a mano fornite agli EAU nel 2003 siano state o meno riesportate. Per la Svizzera la commissione è guidata dalla SECO.

La SECO ha deciso di revocare nuovamente la misura d’urgenza che prevedeva il blocco provvisorio delle autorizzazioni già rilasciate. Lo scopo delle misure provvisorie era quello di poter avviare gli accertamenti necessari con la dovuta accuratezza e senza urgenza. Con l’istituzione della commissione d’inchiesta tale scopo è stato raggiunto. Inoltre, in base alle disposizioni della legge sul materiale bellico (LMB) e alla prassi attuata finora, un’eventuale revoca non sarebbe indicata. Visto il comportamento collaborativo degli EAU, al momento non conviene neppure adottare ulteriori misure di natura politica. In questo modo le imprese coinvolte possono rispettare i propri impegni contrattuali senza rischiare pene convenzionali. Le richieste pendenti, invece, rimangono bloccate. Solo dopo aver fatto chiarezza sulla situazione sarà possibile adottare misure definitive.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Marie Avet, SECO, Comunicazione, +41 (31) 322 40 20

Pubblicato da

Segreteria di Stato dell'economia
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