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Le disposizioni della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2012, approvate dal Parlamento nel corso della sessione invernale 2011, vengono concretizzate nella relativa ordinanza. Gli strumenti devono essere disciplinati in modo da rispettare l'obiettivo di riduzione sancito per legge, ossia la riduzione in Svizzera entro il 2020 del 20% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990.
Il 3 agosto 2012 si è conclusa ufficialmente l'indagine conoscitiva relativa alla revisione dell'ordinanza sul CO2 avviata dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni DATEC. Sono pervenute circa 110 prese di posizione di Cantoni, conferenze cantonali, associazioni di categoria, altre organizzazioni e privati. Secondo le attese, i pareri sono contrapposti. Un gran numero degli interpellati si è espresso in merito agli obiettivi intermedi stabiliti per i diversi settori, alla fissazione di obiettivi di riduzione per le imprese che intendono essere esonerate dal versamento della tassa sul CO2, al funzionamento del sistema di scambio di quote di emissioni e all'utilizzo di impianti per la cogenerazione di forza-calore.
Concretizzazione degli strumenti di politica climatica
Nell'avamprogetto dell'ordinanza sul CO2, il DATEC ha posto in discussione i seguenti punti:
In base ai risultati dell'indagine conoscitiva, il DATEC sottoporrà al Consiglio federale la revisione dell'ordinanza sul CO2 nel corso dell'autunno 2012. I risultati dell'indagine conoscitiva saranno riassunti e pubblicati in un rapporto. La revisione dell'ordinanza sul CO2 entrerà in vigore il 1° gennaio 2013 unitamente alla revisione totale della legge sul CO2.
Acquisizione di dati relativi al traffico aereo
In concomitanza con l'indagine conoscitiva relativa alla revisione dell'ordinanza sul CO2, il DATEC ha avviato quella riguardante l'ordinanza concernente l'acquisizione di dati relativi alle tonnellate-chilometro effettuate dagli aeromobili. In vista dell'integrazione del traffico aereo nello scambio di quote di emissioni si era previsto di creare nel 2013 la base di dati necessaria per l'attribuzione dei diritti di emissione.
In considerazione del diffuso timore che la Svizzera, come d'altronde l'Unione europea, si esponga in tal modo a possibili misure di ritorsione da parte di Paesi terzi, il DATEC ha deciso di rinunciare all'acquisizione di dati e di attendere gli sviluppi a livello internazionale.