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Avviata l’indagine conoscitiva del concetto per le aree d’atterraggio di montagna

Berna, 15.08.2006 - L’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ha avviato l’indagine conoscitiva per gli obiettivi e le condizioni concettuali relativi alle aree d’atterraggio di montagna. Il concetto descrive la procedura, i principi e le regole per la verifica delle singole aree d’atterraggio in Svizzera. La verifica delle aree d’atterraggio di montagna è un manda-to del Consiglio federale previsto dal Piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica (PSIA).

Con l’approvazione della parte concettuale dello PSIA nel 2000, il Consiglio federale ha conferito all’UFAC il mandato di sottoporre a un esame globale la rete esistente delle aree d’atterraggio di montagna. Per aree d’atterraggio di montagna si intendono quelle aree, definite secondo coordinate esatte, situate ad almeno 1100 metri sul livello del mare. Sprovviste di infrastruttura, esse sono impiegate a scopo d’istruzione, di allenamento e di sport o per il trasporto di persone a scopi turistici. Le aree di atterraggio di montagna designate come tali in Svizzera sono attualmente 42, secondo quanto previsto dalla legislazione in materia, potrebbero essere al massimo 48.


Con il concetto, l’UFAC presenta le basi per l’esame dettagliato delle 42 aree di atterraggio di montagna. Alla sua elaborazione hanno partecipato anche altri servizi federali (Ufficio federale dello sviluppo territoriale, Ufficio federale dell’ambiente, Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio), i Cantoni interessati, il Club Alpino Svizzero, la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio e la Swiss Helicopter Association. L’UFAC aveva ritenuto particolarmente importante coinvolgere nella fase dei lavori le diverse cerchie interessate per poter prendere da subito in considerazione le diverse posizioni.


Concretamente, l’esame delle aree d’atterraggio di montagna deve avvenire nell’ambito di cinque gruppi regionali. Si tratterà principalmente di risolvere, o quanto meno di ridurre al minimo, i conflitti che emergeranno nella prima fase dei lavori e che ringuarderanno l’utilizzazione delle aree di atterraggio e gli interessi di protezione della natura e del paesaggio. Sono ipotizzabili per esempio restrizioni dell’utilizzazione per le aree di atterraggio di montagna (divieti temporali o imposizione di determinate rotte aeree) oppure lo spostamento o il trasferimento di singole aree di atterraggio.
In questo contesto occorrerà anche chiarire in quali aree e in quale misura le attività di eliski saranno opportune in futuro. Inoltre è pure previsto di verificare l’opportunità di raggruppare in settori singole aree di atterraggio di montagna, in modo da limitare l’impatto sull’ambiente a una zona precisa, contenendo così il più possibile gli effetti negativi. Una simile soluzione sarebbe però possibile soltanto con una modifica di legge. Per la Confederazione, la creazione di simili settori non dovrebbe comportare un’estensione geografica delle possibilità di atterraggio in montagna.


L’indagine conoscitiva relativa al concetto per le aree di atterraggio di montagna avrà una durata di due mesi. Dopo che i servizi interessati avranno rielaborato il testo sulla base dei risultati pervenuti, il Consiglio federale provvederà all’approvazione. Inizierà allora l’esame vero e proprio delle aree di atterraggio di montagna cui prenderanno parte le diverse cerchie interessate. Infine, il Consiglio federale approverà le schede di coordinamento che preciseranno le caratteristiche di ogni singola area d’atterraggio.

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Ufficio federale dell'aviazione civile
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