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In Svizzera non sono ancora segnalati casi di intossicazione, anche perché la buccia del seme è talmente dura da non poter essere rotta con i denti. In questo modo il contatto con il suo contenuto diventa praticamente impossibile.
Se usati conformemente allo scopo cui tali oggetti sono destinati, i portatori non entrano in contatto con l’abrina, la sostanza tossica in essi contenuta. Tuttavia l’UFSP raccomanda quanto segue:
Chiunque commercia con collane e bracciali fabbricati con parti naturali di piante deve prima accertarsi della loro provenienza e delle loro proprietà (cfr. art. 23 della legge sulle derrate alimentari, obbligo del controllo autonomo). Nel caso esse contengano sostanze tossiche, il commerciante deve informarne l’acquirente mediante un’etichetta o personalmente, avvertendolo dei possibili pericoli dovuti ad un uso improprio.
L’UFSP ritiene inoltre che le collane e i bracciali di semi di paternostro non devono entrare in contatto con la bocca e non dovrebbero essere tenuti in casa, alla portata di bambini piccoli.
Nel più breve tempo possibile sarà pubblicato all’indirizzo Internet http://www.bag.admin.ch/themen/gegenstaende/index.html?lang=de