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È in gioco la varietà paesaggistica

Berna, 29.03.2001 - Nell'arco di una generazione, dal 1972 al 1995, un'ulteriore superficie pari a quella del lago di Ginevra è stata occupata da insediamenti, impianti e strade. Ogni secondo 4 m² di terreno cambiano aspetto. È pur vero che dagli anni Settanta l'area sfruttata sta diminuendo. Ma è ancora importante la superficie complessiva sacrificata annualmente a favore degli insediamenti e delle infrastrutture del traffico. È quanto risulta dal nuovo studio "Landschaft unter Druck – 2. Fortschreibung" dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) e dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (USTE).

Lo studio "Landschaft unter Druck – 2. Fortschreibung" prende in esame le trasformazioni subite dal paesaggio svizzero tra il 1984 e il 1995 paragonandole a ricerche precedenti, effettuate dopo il 1972. Per la prima volta è possibile illustrare gli sviluppi registrati nell'arco di una generazione. Tra il 1984 e il 1995 ogni anno, in un modo o nell'altro, sono stati trasformati 12'000 ettari di terreno. Circa 2'100 ettari, pari alla superficie del lago di Morat, sono stati utilizzati annualmente. Dagli anni Settanta questo valore è in calo a causa della diminuzione delle superfici utilizzate per la rete stradale cantonale e nazionale. Se si considerano solo le superfici degli insediamenti, il quadro è diverso: con 1'600 ettari l'anno i valori si assestano su livelli elevati.

Alberi, siepi o corsi d'acqua sono componenti irrinunciabili del nostro paesaggio. L'aumento delle siepi è da valutare positivamente. Ogni anno si sono registrati 190 chilometri di nuove siepi, a fronte dei 35 chilometri di piantagioni eliminate. Dal punto di vista della protezione della natura e del paesaggio, desta particolari preoccupazioni la velocità con cui scompaiono gli alberi da frutto. Dal 1984 al 1995 in Svizzera ogni anno sono stati eliminati 134'000 alberi da frutto, ma ne sono stati piantati soltanto 34'000. Vanno così persi importanti spazi vitali per molte specie animali. Per quanto riguarda i corsi d'acqua, si registra un'inversione di tendenza: se negli anni Settanta il numero dei corsi d'acqua messi in galleria era ancora nettamente superiore a quelli riaperti o creati ex novo, il rapporto si è riequilibrato, sempre stando allo studio più recente. Quest'evoluzione positiva non può però farci dimenticare che complessivamente i corsi d'acqua prossimi allo stato naturale sono diventati molto rari e che necessitano della nostra cura.

Lo studio mette in evidenza anche gli sviluppi positivi, in particolare la riduzione della perdita annua di superfici paesaggistiche. Tuttavia, non è ancora stato possibile frenare i cambiamenti negativi e conservare la diversità paesaggistica. Bisognerà intervenire sia sul piano quantitativo che qualitativo: la perdita di superficie paesaggistica va ulteriormente limitata e i valori del paesaggio sono da conservare e da sviluppare. Solo in questo modo la nostra generazione potrà lasciare in eredità alle generazioni future un paesaggio culturale e naturale intatto.

Lo studio "Landschaft unter Druck – 2. Fortschreibung" dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) e dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale può essere ordinato per iscritto all’UFCL/EDMZ, 3003 Berna (n. d’ordinazione 412.681.2d, ottenibile anche in francese) al prezzo di fr. 6.20 IVA compresa, oppure direttamente sul sito internet www.admin.ch/edmz. (Anche in formato PDF).

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Informazioni ai media:
Telefono: 031 322 90 00
E-mail: mediendienst@bafu.admin.ch

Pubblicato da

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Internet: http://www.bafu.admin.ch/it
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Internet: http://www.are.admin.ch/index.html?lang=it


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