Influenza aviaria: nuovo caso confermato nel Cantone di Zurigo
Berna, 13.11.2025 — Il 12 novembre 2025 il virus dell’influenza aviaria è stato individuato in un’oca selvatica a Männedorf, nel Cantone di Zurigo. Questo nuovo caso, rilevato al di fuori delle zone soggette a restrizioni attualmente in vigore, si è verificato pochi giorni dopo il rilevamento del primo uccello selvatico infetto nel Cantone di Berna. Al fine di impedire la diffusione del virus, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha modificato di conseguenza l’ordinanza del 6 novembre 2025, definendo nuove zone di osservazione in cui le misure di protezione sono obbligatorie. L’ordinanza modificata rimarrà in vigore fino al 31 marzo 2026. L’USAV invita tutti gli avicoltori ad attuare sistematicamente le misure di prevenzione e biosicurezza prescritte.
Dopo la scoperta di un primo caso di influenza aviaria il 4 novembre nel Cantone di Berna, il virus è stato nuovamente rilevato il 12 novembre in un’oca selvatica a Männedorf, nel Cantone di Zurigo. Al fine di impedire la diffusione del virus ed evitare qualsiasi contatto tra uccelli selvatici e pollame da cortile, l’ordinanza urgente modificata dall’USAV istituisce ulteriori zone di osservazione lungo le rive dei laghi e dei grandi corsi d’acqua dell’Altopiano. In queste zone, le aziende detentrici di pollame sono tenute ad applicare rigorose misure di protezione e igiene.
Protezione degli effettivi nelle zone di osservazione
Le aziende avicole situate nelle zone di osservazione devono applicare misure di biosicurezza volte a prevenire qualsiasi contatto tra il pollame da cortile e gli uccelli selvatici e a impedire la diffusione del virus. Il pollame deve essere tenuto in modo da escludere qualsiasi contatto con gli uccelli selvatici, le varie specie (galline, anatre, oche, uccelli corridori) devono essere separate e l’accesso ai pollai deve essere limitato e sottoposto a rigide norme igieniche.
Avicoltori in prima linea per la vigilanza e la biosicurezza
Gli avicoltori sono invitati a osservare attentamente i propri animali. In caso di sintomi sospetti, difficoltà respiratorie, gonfiori nella regione della testa, un netto calo nella produzione di uova, gusci sottili o assenti e un aumento del tasso di mortalità, sono tenuti a contattare immediatamente un veterinario. Negli uccelli acquatici, tuttavia, i sintomi possono essere poco evidenti: la vigilanza resta quindi essenziale.
Il nuovo caso non modifica la valutazione complessiva del rischio e il rispetto rigoroso delle misure di biosicurezza in tutto il Paese rimane il mezzo di protezione più efficace. Anche al di fuori delle zone di osservazione, tutti gli avicoltori, compresi quelli amatoriali, devono applicare le misure igieniche raccomandate e registrare i propri animali presso le autorità veterinarie cantonali.
Uccelli selvatici morti: segnalare senza toccare
La popolazione è invitata a non toccare gli uccelli selvatici morti o malati e a segnalare tali ritrovamenti al guardiacaccia, alla polizia o al servizio veterinario cantonale.
La trasmissione del virus dell’influenza aviaria all’essere umano è estremamente rara e finora è stata osservata solo in singoli casi, dopo un contatto stretto e non protetto con pollame infetto. I prodotti a base di pollame, come la carne di pollo e le uova, possono essere consumati senza timore.