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Comunicato stampaPubblicato il 26 novembre 2025

Il Consiglio federale respinge l’«Iniziativa Bussola»

Berna, 26.11.2025 — Il Consiglio federale raccomanderà al Parlamento di respingere l’«Iniziativa Bussola» senza contrapporle un controprogetto diretto o indiretto. Questo è quanto ha deciso nella seduta del 26 novembre 2025. In passato sia gli aventi diritto al voto sia il Parlamento hanno più volte respinto la richiesta centrale dell’iniziativa ossia di estendere il referendum obbligatorio in materia di trattati internazionali.

L’iniziativa popolare «Per la democrazia diretta e la competitività del nostro Paese–No a una Svizzera membro passivo dell’UE (Iniziativa Bussola)» chiede di sottoporre al voto di Popolo e Cantoni tutti i trattati internazionali che prevedono il recepimento di disposizioni importanti contenenti norme di diritto. In sostanza l’iniziativa vuole estendere il referendum obbligatorio in materia di trattati internazionali.

I diversi tentativi intrapresi nel recente passato per estendere tale referendum, sono tutti falliti e sono stati respinti dal Parlamento nonché dal Popolo e dai Cantoni. Il Consiglio federale, convinto che l’estensione del referendum in materia di trattati internazionali non otterrà la maggioranza, ha deciso, nella seduta dal 26 novembre 2025, di raccomandare al Parlamento di respingere l’«Iniziativa Bussola». Per la stessa ragione rinuncia a contrapporle un controprogetto diretto a livello costituzionale o un controprogetto indiretto a livello di legge.

L’ampliamento del referendum obbligatorio non va collegato a un caso specifico

I promotori dell’«Iniziativa Bussola» stabiliscono un collegamento diretto tra la loro richiesta e gli attuali negoziati della Svizzera con l’Unione europea (UE). Vogliono che gli accordi del pacchetto sullo sviluppo e la stabilizzazione delle relazioni tra Svizzera e UE (pacchetto Svizzera–UE) siano sottoposti al referendum obbligatorio e che debbano essere approvati dal Popolo e dai Cantoni.

Per contro, il Consiglio federale si è espresso a favore del referendum facoltativo sulla base del diritto vigente. Secondo il parere del Consiglio federale, un trattato internazionale può, in casi eccezionali, essere sottoposto a un referendum sui generis, qualora comporti una grave ingerenza nella struttura interna svizzera o determini un riorientamento di fondo della politica estera svizzera. Nel caso del pacchetto Svizzera-UE i presupposti per un siffatto caso eccezionale non sono soddisfatti. Il Consiglio federale ritiene che la questione di estendere in linea di principio il referendum obbligatorio in materia di trattati internazionali non può essere collegata a un caso specifico. Le conseguenze di una simile estensione sarebbero di ampia portata e superano ampiamente la questione di sottoporre o meno il pacchetto Svizzera–UE al referendum obbligatorio o facoltativo. Spetterà al Parlamento prendere la decisione definitiva in merito. Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di elaborare il corrispondente messaggio.